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30/03/2009 00:45 Domenica 29-3-2009 Al comunale di Ramacca grande sfida per le due prime della classe per andare in Prima Categoria.Il sogno di un anno calcistico nella giostra degli ultimi 90 minuti. Per entrambe le squadre, che hanno onorato il girone G del campionato regionale di 2 ctg. Anche stavolta pranzo preparatorio, ma (vista l’indisponibilità di Schilirò) da Planet Food La squadra è stata raggiunta dall’Assessore Paglia che ha fatto gli auguri ( e una allettante promessa in caso di vittoria.). Prima della gara anche il saluto del Sig. Rizzo, presidente del circolo degli anziani,(che hanno sponsorizzato le magliette intime da riscaldamento) ed infine anche del Sindaco Giannantonio Malgioglio che da tifoso ha voluto essere presente a questo evento storico. Sugli spalti, tutto esaurito e pubblico delle grandissime occasioni con tanto di fumogeni e mortaretti e coriandoli: un vero spettacolo. Ma tanta coreografia non distraeva la concentrazione dei ragazzi di Mimmo Caruso sui cui volti si leggeva tutta la tensione di chi è conscio che anche un minimo errore può costare carissimo. Le squadre entrano in campo accompagnate dai bambini della scuola calcio e dopo le foto di rito, inizia la gara. Mister Caruso schiera la formazione tipo con il suo audace tridente d’attacco ( Montalto-Casaccio-Paglia Andrea) la difesa abbottonata con il poker Catanzaro-Fresta-Gulizia-Schillaci, e a centrocampo il trio Caruso-Trichini-Paglia Giuseppe. La prima parte è subito stata vivace e guardinga da entrambe le squadre, con capovolgimenti di fronte e qualche errore di troppo per la scontata tensione. La rete del vantaggio nostra è opera di Andrea Paglia che al 30’ su azione di mischia in area trova la zampata vincente per mandare in delirio il pubblico ramacchese. Ma la gioia dura solo qualche minuto perché l’arbitro nel capovolgimento di fronte decreta un rigore contro per una teatrale caduta in area di un avversario senza che ci fosse stato un minimo contatto fisico!! Stavolta super Santino Verde, non ripete il miracolo dell’andata, quando parò il penalty, e si va così immediatamente al pari. Nella ripresa, il gioco si velocizza perché i catanesi sanno che possono puntare solo sulla vittoria, ma il centrocampo e la difesa sono molto attenti e Verde non corre mai seri rischi. Siamo invece noi che su azione di contropiede creiamo diverse occasioni che non vengono sfruttate degnamente. A 10 minuti dalla fine la partita assume il pathos di un triller, perché l’arbitro ( dopo aver negato un lampante rigore su Montalto) si fa perdonare assegnandocene uno su Trichini. Francesco Caruso ha sul piede la palla della vittoria ( a 10 minuti dalla fine ....). Lui che ha realizzato tanti rigori, che ha segnato tante punizioni, certamente si è sentito addosso il peso della storia, i mille occhi e i fiati sospesi di un paese. Francesco sbaglia, sbaglia la rincorsa. Il tiro e la ribattuta!! Ma il calcio è anche questo, è sentimento, emozione di quella che ha piegato le gambe anche a grandi campioni di serie A o nelle finali dei mondiali. E’ segno che dobbiamo soffrire, sino all’ultimo secondo, cercando di sfatare la dannata legge del calcio che ci potrebbe punire ....dopo il gol fallito!! Sono minuti infiniti. In contropiede, ancora Montalto viene steso dal portiere in piena area, ma l’arbitro non si sente di dare il penalty. Vengono concessi ben 6 minuti di recupero, nei quali gli avversari , rimasti in 10 per un’espulsione disciplinare, tentano degli affondi sempre ben controllati da una super difesa d’esperienza. Arriva così il triplice fischio, la liberazione, le urla di tutti, dei giocatori, della panchina,del pubblico . Le braccia alzate.E la mente, il cuore in pochi secondi a velocità supersonica rivive un anno di partite, di emozioni, di vittorie e sconfitte, attimi di gioia, come le vittorie ( S. Leone, Piazza Armerina, S. Leone) e di sconforto, come le sconfitte ( Raddusa,Castel di Judica,). Si scatena l’inferno, tra cori, spumante, dolci ,applausi. E’ festa. Festa grande per tutti noi. Per noi dirigenti che abbiamo lavorato al progetto. Per il mister Caruso che è stato grandioso nel suo attaccamento alla squadra. Ma soprattutto è stato la festa di questi ragazzi, di questo meraviglioso gruppo che ha giocato solo per passione, per amore, per quell’ideale astratto che tanti giovani d'oggi hanno invece perso. E’ gioia per il paese che ha questi ragazzi, che si riscatta nello sport pur non avendo una struttura degna di questo nome. E’ festa per questi giovani che la sera si sono allenati quasi al buio, anche con la pioggia, e la domenica hanno messo anche 5 euro per potere andare in trasferta. E’ la vostra vittoria. E la gente oggi vi ha voluto vedere, applaudire. Ramacca è orgogliosa di ragazzi così. Ma nello stesso tempo è la sconfitta della politica. Di decenni di abbandono, di promesse mai mantenute, di muri che cadono, di dignità che cadono, di tribune che si chiudono, di intelligenze che si chiudono. Di neanche un euro di contributo comunale. Meriteremmo tutti uno scenario diverso. Lo meritereste voi, stupendi ragazzi-giocatori, lo meriterebbero i bambini, lo meriterebbe la gente. Lo meriterebbe quella città di Ramacca che nel mondo del Calcio ha sempre onorato questo nome. Ma non c’è spazio per ora per le ricriminazioni. Le difficoltà non ci abbattono, ci danno forza, noi ci saremo, senza tribune, senza luce, senza spogliatoi decenti, senza recinzione. Noi ci saremo. Perché la grande sconfitta morale sarebbe quella che la città di Ramacca un giorno non abbia più neanche una squadra di calcio. Il Presidente Enrico Ferro
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Pagelle: La vittoria del campionato è un evento troppo grande e storico per scendere nel particolare di una pagella. DIECI: E’ il voto che merita tutta la squadra, per come si è preparata alla gara, per come l’ha disputata, sapendo la grande responsabilità che ognuno aveva in ogni pallone giocato. DIECI: Per il comportamento e la correttezza che che ha stata dimostrata nonostante la fortissima tensione. DIECI: Perché avete scritto nella storia sportiva di questo piccolo paese una bella pagina di un evento dove ognuno di voi potrà dire: “ Io c’ero !! “
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